Volontarietà vs Coercizione

Uno dei concetti sul quale si basa il pensiero libertarian è quello di volontarietà in contrapposizione alla coercizione. Ossia, nessuno deve essere obbligato a fare qualcosa per qualcuno se non vuole o a dare qualcosa a qualcuno se non vuole. In caso contrario ci troviamo di fronte a un’aggressione nei confronti della persona o a un furto della sua proprietà.
Il concetto in sé è banale ma i suoi risvolti sono complessi e per nulla scontati. Impegnarsi affinché gli individui tra di loro interagiscano sempre più volontariamente e non tramite coercizione vuol dire una rivoluzione copernicana, vuol dire spiegare loro che la coercizione statale (ossia il modus operandi dello stato nei nostri confronti) non è per niente simpatica. Volontarietà vuol dire libero mercato, vuol dire atti capitalistici tra individui consenzienti. La volontarietà è il fondamento della libera interazione tra le persone. Due persone che si scambiano due beni lo fanno perché entrambe ne traggono beneficio e lo scambio è quindi volontario. Lo stato invece di norma agisce tramite coercizione che viene mascherata da contratto sociale (chi l’ha mai visto? chi l’ha mai firmato ‘sto contratto?). Così ti prelevano forzatamente soldi con le tasse per la tua istruzione, per la tua salute, per la tua sicurezza etc etc. Ma se io volessi fare da me? Se io volessi provvedere da me alla mia istruzione, alla mia salute, alla mia sicurezza etc etc attraverso l’offerta presente nel mercato? No, non si può, devo dare allo stato i miei soldi ché ci pensa (malissimo) lui.
A volte questo prelievo forzoso hanno persino il coraggio di giustificarlo parlando di solidarietà dei più ricchi verso i più poveri e di redistribuzione. Ma la solidarietà è tale solo se è volontaria, e infatti non è lo stato che ha creato i primi ospedali, le prime scuole per poveri, le prime tavole calde per senzatetto, le prime società di mutuo soccorso etc etc. Sono stati i privati, solo successivamente è subentrato lo stato agendo da monopolista forzoso. La solidarietà non estorta (cioè la vera solidarietà) è un atteggiamento più comune di quello che si possa pensare. Se lo stato non agisse con la coercizione tartassando i cittadini, potremmo vedere molta più solidarietà all’opera e molto più efficace delle briciole dello stato. Collegata a questo c’è la grande truffa della redistribuzione che è veramente una truffa colossale. La coecizione statale dice che non va bene che una persona sia ricca e una povera e quindi preleva molto al ricco dicendo che darà al povero. Capite anche voi che qui la coerzione è al suo massimo e quindi rigetto in toto questa mentalità statolatrica socialista. Lo stato che si erge a redistributore prelevando di qua e “regalando” (il bottino prelevato) di là è coercizione pura che crea da una parte una schiera di derubati che se per caso provano a dire qualcosa, vengono subito esposti alla gogna mediatica come egoisti, ladri, etc etc. Dall’altra parte invece si crea, fatto ancora più grave, un esercito di persone che ritiene che sia loro dovuto ricevere la ricchezza altrui. Lo stato crea moltitudini di gente che si ritiene moralmente dalla parte del giusto nel rubare ricchezza altrui avendo lo stato come “mediatore”. Ma se non ci fosse lo stato di mezzo, queste persone andrebbero di casa in casa a pretendere una parte di ricchezza di chi è più ricco di loro? Probabilmente no, è lo stato che rende le persone a-morali. Ripeto, la solidarietà è tale solo se è volontaria, in caso contrario si tratta di furto.
Sono una persona pragmatica quindi ritengo che per il grado di evoluzione dell’essere umano, avremo ancora molto tempo davanti a noi prima che l’umanità capisca che agire tramite coercizione è un’aggressione ingiustificabile. Accetto realisticamente quindi che esista il male che non sarebbe necessario, ossia lo stato. Penso che attivarsi per uno stato minimo nel quale si abbia il minor grado possibile di coercizione sia la via più proficua per avere nella nostra vita un grado maggiore di libertà. Attivarsi per uno stato minimo avendo bene in mente che in passato il passaggio da stato minimo a stato massimo è sempre stato molto facile. Avendo ben presente questo tuttavia si può provare a mettere in piedi una controffensiva verso il Big Government e la Big Coercion.
Ottimo post! Che ovviamente condivido in pieno. Io credo che questo concetto della solidarietà senza coercizione sia ancora trppo rivoluzionario per molte persone. Ma è l’unica strada moralmente giusta.
danke
fa parte della neolingua chiamare “solidarietà” la coercizione