La cultura decisa dallo stato
L’atteggiamento dei politici nei confronti dell’individuo è più o meno sempre lo stesso, sia che si tratti di politici di destra che di sinistra: sappiamo noi cosa è meglio per te. Cambiano gli ambiti verso i quali i politici dei diversi schieramenti vogliono tuterlarci, ma la matta voglia di ficcare il naso nella nostra vita e nel nostro portafoglio è sempre alta. Il politico di destra vuole bandire le droghe e la pornografia perché ti fanno male, il politico di sinistra vuole prelevarti sempre più soldi perché pensa che lui sia migliore di te a spenderli in tua vece sulla sanità, sulla scuola, sulle pensioni, etc etc. Il risultato è sempre quello di trattare le persone come persone prive di cervello e di responsabilità. Potere politico = deresponsabilizzare l’individuo facendogli credere che è meglio così.
Un caso emblematico da questo punto di vista è l’assessore all’istruzione del Veneto Elena Donazzan che non vuole più nelle biblioteche i libri degli scrittori che hanno firmato una petizione a favore di Cesare Battisti.
Nei prossimi giorni invierò a tutti gli istituti superiori del Veneto una lettera in cui esorterò insegnanti e bibliotecari a non diffondere tra i ragazzi i libri di questi autori. Sono diseducativi[…] Nessun obbligo, beninteso, ma un indirizzo politico: voglio evitare che i ragazzi vengano a contatto con le idee di chi difende a spada tratta un furfante, un delinquente, un assassino conclamato.
Capito? Sono diseducativi, l’ha deciso lei. Non basta l’ambiente familiare, no, ci pensa lo stato a educarti dicendoti cosa è diseducativo. Le prese di posizione di uno scrittore su un caso d’attualità si riflettono sulla sua produzione artistica: un tutt’uno come la scienza giudea di qualche decennio fa in Germania. Un libro scritto magari anni e anni fa è diventato diseducativo perché nel 2004 lo scrittore di quel libro ha firmato una petizione. Quanta arroganza c’è in questa forma mentis? Quanta voglia di decidere per l’individuo c’è in questo atteggiamento genuinamente e total(itaria)mente politico? Questa è la voglia dello stato di imporre la propria cultura di corte e allineata. Qui non si sta parlando delle opinioni che ognuno ha sulla faccenda di Cesare Battisti. Qui siamo di fronte semplicemente all’arroganza del potere statale che tutto vuole controllare e vidimare.
Il problema non sono i libri di scrittori che firmano petizioni. Il problema è lo stato.
Sullo stesso tema, ma da una angolatura diversa, perchè io ci ho visto anche tanta ipocrisia nella vicenda:
http://apophis.tumblr.com/post/2809425095
sì, concordo.
io partivo dando per scontato e acquisito quello che hai scritto, ma forse avrei dovuto puntualizzare anch’io perché purtroppo non è né scontato né acquisito!