Ladri di futuro

Inizio e fine di un post di Libertyfirst, grasseti miei:

Ci sono già stati dei precedenti. Già in passato infatti Giuliano Amato si intrufolò di notte nei portafogli degli italiani, e non vedo perché non lo si possa rifare: sto parlando ovviamente della patrimoniale, strumento attraverso cui chi non è in grado di darsi una regolata punisce chi è in grado di tenere a bada i propri appetiti, rapinandoli del frutto della loro superiore lungimiranza e responsabilità. La società italiana, purtroppo, è costretta da anni a sovvenzionare uno Stato incapace di non cader vittima della propria stessa bestiale ingordigia e del proprio populismo, incapace anche di tirarsi indietro per evitare il declino di tutto il Paese. Pur di non ammettere la propria sconfitta Hitler fece distruggere la Germania, e lo stesso sta facendo lo Stato Italiano con la società e l’economia italiane.

Alla fine si tratterebbe solo dell’ennesima incarnazione di una politica di moda negli ultimi anni: sfruttare chi è finanziariamente robusto per aiutare chi non sa darsi una regolata, che siano banche o stati. Ovviamente chi viene salvato continuerà sempre di più a non sapersi dare una regolata. Pensare che assaltare le tasche dei cittadini per “ricominciare da capo” riduca il peso dello Stato sull’economia è terribilmente naive. L’unico modo per ridurre il peso dello Stato è aver chiaro quanto costa, non regalargli ottocento miliardi di euro per continuare a sprecare soldi a ritmo accelerato. Senza tagli alla spesa, il problema si riproporrà sempre: infatti il problema è che lo Stato Italiano soffre di bulimia fiscale e di incontinenza legislativa.

[...] Mi viene in mente la fine dell’Impero Romano. Si ricorreva alla svalutazione monetaria per pagare le legioni e i prezzi aumentavano, e per non farli aumentare si introducevano controlli dei prezzi, ma alla fine la teoria quantitativa della moneta vinse sulla repressione poliziesca e i mercati si dissolsero, così che nel corso di un paio di secoli si arrivò ad un sistema di fattorie autosufficienti a produttività miserrima in cui un signore comandava e dava da vivere a qualche decina di agricoltori e artigiani. Stiamo facendo la stessa fine, ma a passo accelerato.

C’è bisogno di una scossa forte per svegliare il paese. Come diceva Churchill, un imbonitore è un tizio che dà da mangiare al coccodrillo, sperando di essere mangiato per ultimo: se gli italiani non imparano a fermare lo Stato, lo Stato continuerà a divorare il loro futuro. Lo Stato dovrebbe essere servo della società, e produrre ciò che la società non è in grado di produrre. Lo Stato contemporaneo non è servo, ma padrone: padrone della società e di tutti gli individui che lo compongono. Aveva purtroppo ragione Tucidide: “chi è forte fa ciò che vuole, chi è debole paga ciò che deve”. Se vogliamo un futuro, bisogna rovesciare i rapporti di forza, e costringere la politica ad avere rispetto del Paese. Il diritto è sempre la legge del più forte: finché lasceremo alla classe politica il diritto di decidere delle nostre vite oltre ogni limite di buonsenso, non dobbiamo lamentarci di non avere un futuro.

Penso che non ci sarebbe nulla da aggiungere a questo post magistrale che spiega in maniera semplice e lineare il furto che la classe politica continua a perpetrare ai nostri danni. Ci rubano il futuro giorno dopo giorno e parlano di sacrifici necessari. Loro sperperano e chiedono a noi ancora più soldi per sperperare ancora di più: non vi sembra assurdo? Dare ancora più soldi allo stato italiano non solo è inutile e dannoso, è anche moralmente sbagliato.

A differenza forse di Libertyfirst però io non credo allo scossone forte da dare al Paese perché prima di tutto non penso esista un Paese ma solo uno stato e in secondo luogo la situazione italiana è senza via d’uscita perché storicamente la classe politica non ha fatto altro che drenare risorse per redistribuirle secondo loro logiche di potere. Il risultato è che metà del territorio statale in definitiva vive di stato mentre l’altra metà viene rapinata per sovvenzionare lo stato. Cambiare è impossibile perché non interessa né alla classe politica (il cui potere deriva da questa redistribuzione) né alla metà di territorio statale che vive di stato. Due contro uno = andare avanti così. Aggiungiamo infine il fatto che moltissimi cittadini della metà del territorio statale che viene rapinata per sovvenzionare lo stato non solo sono in stato catatonico ma si sono anche fatti e si stanno facendo abbindolare da un movimento politico che dice di “curare gli interessi del Nord” promettendo fumosi federalismi che con gli anni si sono degradati sempre più.

No, all’interno dello stato italiano non c’è futuro.

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7 Responses to “Ladri di futuro”

  1. Luca January 29, 2011 at 3:34 pm #

    personalmente ho capito in modo definitivo che non c’era più nessuna possibilità di salvezza all’interno dello stato italiano quando qualche anno fa in tv ho sentito un generale della GdF dire che, insomma, si proibisse in modo definitivo ai cittadini di avere capitali all’estero e allora sì che le cose andrebbero bene

  2. Alessandro Storti January 29, 2011 at 6:51 pm #

    E’ strana però come teoria…
    Non si potrebbero più donare i soldi al Vaticano…
    Fuor di battuta, confermo: questo è un “paese” di merda.
    Egoisticamente però spero che l’esserti molto abituto a viaggiare in aereo non ti porti veramente a decidere di andartene per sempre. Caro Luca, le persone intelligenti e lucide scarseggiano: il Veneto ha bisogno di Yoshi.
    Con amicizia, anche se non ci conosciamo di persona, Alex

  3. Luca January 29, 2011 at 8:22 pm #

    per sempre no, magari per qualche anno si potrebbe :)

    ps spero che ci si incontri di persona prima o poi

  4. il più Cattivo January 30, 2011 at 10:42 am #

    Tutto qui? Beh se i problemi sull’imposizione di una tassa straordinaria sui patrimoni sono qui, direi che come motivazioni contro sono davvero insufficienti. Cosa dire del fatto che sia richiesto di pagare un bollo per circolare (possedere) un autoveicolo “tassa ordinaria” o peggio il dover sostenere un esame per poterla guidare ;-)

    Un Sorriso

  5. Alessandro Storti January 31, 2011 at 12:12 pm #

    Spero anch’io di incontrarti, caro Luca, magari in qualche occasione con VenetoStato. Son pur sempre un socio, diciamo del LombardConsejo :-D
    E per l’occasione mi farai l’autografo su “Veneto è chi il Veneto fa”, ci conto

  6. Luca January 31, 2011 at 5:29 pm #

    addirittura! :D

  7. aabo February 1, 2011 at 10:56 pm #

    Yoshi, scusa se uso i commenti cosi a sproposito ma non sapevo in quale altra maniera contattarti (non ho twitter e non sei mio ammicoh su feisbuc).

    volevo segnalarti questo mio ultimo incontro con lo stato italiano
    http://aabo.iobloggo.com/2680691/addio-mia-bella-addio-e-la-civic-se-ne-va-ancora-prima-di-arrivare-governo-ladro
    non so, magari non te ne frega una mazza. ma penso che un libertario come te capisca al 110% la mia incazzatura.

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